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I PADRI DEL TRICOLORE

LUIGI ZAMBONI

Patriota italiano nato a Bologna nel 1772; sostenitore delle idee rivoluzionarie francesi, dopo aver militato nell'esercito francese, ritorna a Bologna ed organizza, con il piemontese De Rolandis una congiura che si propone l'abbattimento del governo pontificio. Arrestato nel novembre del 1794 e processato, si uccide in carcere.
Da uno scritto di Ugo Lenzi: " Perdura nella memoria del nostro popolo l'antica tradizione secondo la quale il tricolore italiano trasse le sue prime origini dallo sfortunato tentativo rivoluzionario di Luigi Zamboni, nel 1794."
L'idea dei tre colori era così viva nella sua mente che egli aveva dipinto stemmi o armi con i tre colori bianco, rosso e verde.
Fece poi cucire quattro tracolle, una delle quali lo Zamboni aveva con sé al momento dell'arresto, nelle quali, forse sia pure casualmente il bianco, il rosso ed il verde si trovavano per la prima volta riuniti insieme.
I tre colori nazionali italiani furono poi utilizzati nel 1796 in Milano, perché nell'Ottobre di quell'anno l'Amministrazione Generale di Lombardia adottò divise e distintivi bianchi, rossi e verdi per la Legione Lombarda, prima milizia nazionale italiana voluta da Napoleone, traendone i colori bianco e rosso da quelli dello stemma di Milano ed il verde dalla divisa della antica milizia urbana della città nella quale esso era il colore prevalente.



La bandiera tricolore italiana fu poi ufficialmente consacrata nella seduta del 7 Gennaio del Congresso Cispadano di Reggio Emilia e l'11 maggio 1798 fu adottata anche dal Gran Consiglio della Repubblica Cisalpina.

Il poeta Giosué Carducci scrisse di Zamboni: "Il Martire moriva ai tre colori pensando."

In realtà, anche se possiamo vedere in questo giovane più un precursore che non l'inventore reale del tricolore, dobbiamo riconoscergli il grande merito di avere per primo creato un simbolo comune che, in una Italia divisa e sottomessa, potesse raccogliere intorno a sé la coscienza nazionale. Tale simbolo di appartenenza ad una comunità nazionale ci serve ancora oggi per affrontare con più responsabilità l'avvenire.



GIUSEPPE COMPAGNONI

Uomo politico e scrittore italiano, nato a Lugo il 1754; nel periodo rivoluzionario e napoleonico assolse vari incarichi politici, nel congresso di Reggio (dicembre 1796, gennaio 1797) propose di adottare il tricolore come simbolo dell' unità nazionale.
Dopo la caduta di Napoleone visse a Milano adattandosi a lavori di compositore e di traduttore, morì nel 1833.



"...A Reggio, il giorno 7 gennaio 1797, Compagnoni dimostrò che un nuovo stato doveva sorgere dall'unione delle province cispadane e che ad esso spettava un simbolo nuovo, una bandiera sua, nazionale, italiana, diversa da quella francese. Propose pertanto il tricolore bianco, rosso, verde, che fu senza altro adottato.

Per le strade delle città dell'Emilia, unite nella nuova Repubblica Cispadana, uscì al sole la nuova bandiera, uscirono, fra gli applausi, le nuove coccarde, uscirono i militi della Legione Cispadana vestiti di nuovi colori.

La repubblica Cispadana usciva dal Congresso di Modena che aveva votato la Costituzione: Bologna era capitale.

Due assemblee elettive dovevano assumere il potere legislativo: la nuova costituzione, stampata e diffusa, fu votata dal popolo in regolari comizi con grandi feste; feste che furono imitate a Milano, dopo la proclamazione della Repubblica Cispadana.

( Chi inventò il tricolore, Luigi Rava)

Bandiera adottata il 7 gennaio 1797 come vessillo nazionale per la Repubblica Cispadana.

Reggio Emilia. Sala del Tricolore.

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