Il ciliegio
Il ciliegio appartiene al genere PRUNUS dei DICOTILEDONI e alla
famiglia delle ROSACEE. Suoi prossimi parenti, sono il susino, il
melo, il pero, il mandorlo, l'albicocco, il pesco, il nespolo, la
fragola, il lampone, il rovo.
Il ciliegio, rispetto al clima, è poco esigente; esso cresce in
qualsiasi zona,dalla Sicilia alle Alpi. E' una delle piante da
frutta piu' resistenti al freddo; infatti la temperatura diventa
mortale per il ciliegio solo se giunge a 30 gradi sotto zero.
Inoltre esso si adatta alla maggior parte dei terreni; teme
soltanto il terreno troppo umido. Il ciliegio si riproduce per
seme e per innesto. L'innesto si usa specialmente per
moltiplicare le varietà pregiate; solitamente si adoperano come
soggetti il ciliegio di montagna o il ciliegio di Santa Lucia. Il
primo dà piante di grandi dimensioni; il secondo dà piante piu'
piccole, ma resistenti anche in terreni poveri e poco profondi.
I fiori del ciliegio escono a mazzetti di tre o quattro da una
unica gemma. Questa disposizione (chiamata infiorescenza)
favorisce il richiamo visivo per gli insetti che contribuiscono
al trasporto del polline dalle antere ai pistilli dei fiori. Il
fiore del ciliegio ha cinque sepali e cinque petali. Il numero
degli stami è abbondante varia da fiore a fiore.
Essi sono
attaccati ai sepali e cadono insieme a questi, dopo che il fiore
è stato fecondato e si è già spogliato dei petali bianchi. Un
pistillo di color verde finisce alla base con l'ovario. Questo è
attaccato all'estremità del peduncolo: è un ovario libero. Esso
contiene due ovuli; quando avrà ricevuto il polline si ingrosserà
e diverrà una gustosa ciliegia.
La foglia, appena uscita dalla gemma, è piegata lungo la
nervatura principale e le due metà rimangono per qualche tempo
incollate una sull'altra da una specie di resina: si ha
l'impressione di una foglia con un unico lembo. In questo modo la
pianta protegge le foglie, ancora sottili e delica-
te, dal calore del sole. Spesso all'attaccatura del picciolo con
la foglia si notano due piccoli rigonfiamenti rossicci: sono
ghiandole ricche di nettare ricercato dalle api; il loro compito
è quello di attirare le formiche che liberano l'albero da
insetti dannosi.
Esistono diverse specie di ciliegi. Le principali sono:
PRUNUS AVIUM: chiamato ciliegio di montagna o ciliegio agreste;
raggiunge l'altezza di 15/20 metri.
PRUNUS MAHALEB: chiamato ciliegio di Santa Lucia o anche
magaleppo.
PRUNUS CERASUS: chiamato visciolo o amarasco. Raggiunge la
modesta altezza di 3/4 metri;originario dell'Asia Minore.
SAMBA SUMSETE: pianta di tipo normale con un vigore medio. Il suo
portamento è assurgente e la densità dei rami è debole. Il
germoglio ha una colorazione antocianica dell'apice assente o
molto debole. La foglia ha un rapporto tra la lunghezza del
picciolo e della lamina di 0,22. Le dimensioni della corolla sono
medio-grandi; i petali sono leggermente sovrapposti: le loro
dimensioni sono medio-grandi e la forma è arrotondata. Gli stami
sono medio-lunghi, essi sono alti quanto gli stili. Il frutto ha
una pezzatura molto grossa, la sua forma è cordiforme, il colore
dell'epidermide è rosso scuro, la punteggiatura di questa è
chiara, poco visibile e a maturazione completa. Il colore del
succo è rosso e la sua quantità è medio-forte, la polpa ha un
colore rosso chiaro e la sua consistenza è forte. La forma
dell'apice è in rilievo e la cicatrice del pistillo è evidente.
NUOVA CULTIVAR BARGIONI 137: le sue foglie sono grandi o molto
grandi, di leggero spessore, spesso rastremate all'apice e
arrotondate alla base, con margine crenato, ha un picciolo lungo
e spesso. Il fiore è grande, con petali grandi, tondeggianti. Il
frutto è medio-grosso, con epidermide giallo-rossa attraente; ha
polpa chiara, di notevole consistenza, succosa, dolce; il
nocciolo è piccolo.
PRUNUS SERRULATA AMANOGAWA o ciliegio da fiore piramidale: è un
arbusto a foglia caduca, ha un portamento eretto colonnale; ha un
fogliame verde bronzo, dei fiori semidoppi di color rosa delicato
che sbocciano a fine aprile o in maggio. Dato il suo portamento
stretto è adatto per piccoli giardini.
Il legno del ciliegio viene usato per produrre alcuni mobili;
inoltre con esso si fabbricano dei violini.
Le ciliegie possono essere consumate fresche, candite, sotto
spirito; con esse si producono anche la marmellata e lo sciroppo
di amarene.
Le piantine innestate si allevano con potature moderatissime;
messe a dimora le piante entrano in produzione dal quarto anno;
le varietà piu' precoci danno frutti a fine maggio, 40-50 giorni
dopo la fioritura, mentre quelle piu' tardive maturano in giugno
o in luglio. La produttività è molto legata alla fecondazione
incrociata, essendo le varietà di ciliegio autosterili. Per un
ettaro di terreno e per
circa cento piante si raccolgono 35-50q annui di ciliegio
duracine o comunque a polpa dolce, e 20-40q annui di ciliegio a
frutti aciduli. L'Italia è una forte produttrice di ciliege. La
coltura di questa pianta è, comunque, tendenzialmente in
regresso a causa dell'elevato costo della raccolta manuale.
Prodotti secondari della coltivazione sono: olio di ciliegio
ricavato dal seme: è un olio grasso, giallognolo con lieve
sapore di mandorle amare ed è commestibile; i peduncoli dei
frutti, detti comunemente gambi, interessano la farmacopea perchè
diuretici e rinfrescanti e vengono utilizzati
o in decotti o in sciroppi o in tisane.
Il legno di ciliegio è di colore giallo-rossiccio o rosso-bruno
con venature irregolari; è duro, tenace, ed assume una
bellissima lucidatura necessita di una perfetta stagionatura
perchè tende a deformarsi; è utilizzato da stipettai, tornitori
ed ebanisti e spesso viene usato per mobili poichè
imita abbastanza bene il mogano.
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