La Quercia
Il genere Quercus comprende parecchie specie (circa 500) di alberi dalle caratteristiche foglie lobate o dentate. Per la maggior parte si tratta di piante caducifoglie, ma qualcuna è anche sempreverde o semipersistente (ossia mantiene le foglie verdi tutto l'inverno, ma le perde a primavera quando compaiono le nuove). Fiori maschili e femminili crescono sulla stessa pianta; quelli femminili danno origine alle ben note ghiande, usate come cibo per i maiali. La più coltivata è la q. borealis (o rubra), comunemente chiamata "quercia rossa" per il colore scarlatto che assumono le foglie in autunno. Originaria degli Stati Uniti e del Canada, è stata la prima ad essere introdotta in Europa. Raggiunge i 30 m di altezza e i 25 di diametro della chioma nell'individuo adulto. Ha foglie lunghe (10-20 cm), decidue, profondamente lobate (con 7-11 lobi dentati), che richiamano quelle della q. coccinea, un'altra quercia americana di taglia più piccola (10-15 m di altezza) e di rapida crescita. Entrambe le specie sono molto rustiche.
La q. cerris (cerro), spontanea in Italia, raggiunge i 35 m di altezza e i 15 di diametro della chioma, molto ramificata, densa e di forma ovoidale. Ha foglie lunghe, con lobi appuntiti, e opache sulla pagina superiore. La ghianda ha la cupola di squame ricurve.
La q. ilex (leccio), spontanea in Italia, è una specie tipica delle regioni mediterranee, dove riesce a diffondersi anche nelle terre più magre e aride. Non raggiunge mai considerevoli dimensioni, e infatti difficilmente arriva a toccare i 15 m di altezza. È molto longeva. Ha portamento cespuglioso, con chioma molto densa che si arrotonda con l'età. È specie sempreverde, con foglie coriacee, lucide sulla pagina superiore e grigiastre sull'inferiore. Il margine può essere diverso anche tra foglie della stessa pianta: a volte intero, a volte più o meno dentato.
La q. peduncolata (farnia) è un'altra specie spontanea in Italia, che raggiunge i 25 m di altezza: ha una chioma molto espansa (fino a 30 m) e poco densa, formata da grossi rami ricurvi e contorti che la distinguono dalla rovere a cui peraltro somiglia. È specie a foglie decidue, con margine a lobi arrotondati, portate su un corto picciolo.
La q. Pubescens (roverella) è diffusa in Europa (anche in Italia) e in Medio Oriente. È un albero non molto grande (non supera i 15 m di altezza). La pagina inferiore delle foglie e i giovani rami sono ricoperti da una fitta peluria grigiastra. È specie caducifoglia: in compenso le foglie secche rimangono sui rami fino alla primavera. Ha foglie lunghe, con lobi appuntiti, e opache sulla pagina superiore. La ghianda ha la cupola di squame ricurve.
Mediterranee, dove riesce a diffondersi anche nelle terre più magre e aride. Non raggiunge mai considerevoli dimensioni, e infatti difficilmente arriva a toccare i 15 m di altezza. È molto longeva. Ha portamento cespuglioso, con chioma molto densa che si arrotonda con l'età. È specie sempreverde, con foglie coriacee, lucide sulla pagina superiore e grigiastre sull'inferiore. Il margine può essere diverso anche tra foglie della stessa pianta: a volte intero, a volte più o meno dentato.
Distinguono dalla rovere a cui peraltro somiglia. È specie a foglie decidue, con margine a lobi arrotondati, portate su un corto picciolo.
Raggiunge i 30 m di altezza, e ha una chioma densa con fogliame verde scuro, lobato, caduco.
La Q. suber (sughera) è un'altra specie mediterranea, sempreverde, a chioma rada, non molto alta (raggiunge i 15 m), simile al leccio. È coltivata per la corteccia, molto spessa, da cui si ricava il sughero. Le foglie sono coriacee, a margine dentato e spinoso.
Il legno di alcune querce è molto ricercato; in genere si tratta di ottimi legnami da costruzione che per la notevole indeformabilità vengono usati nelle costruzioni navali.
Indietro