
Ministero dell'Interno
Ministero della Pubblica Istruzione
Seminario Nazionale per la diffusione della cultura della protezione civile nella scuola dell'obbligo
Il rischio sismico
Indice
· Il rischio sismico
· Le dimensioni del problema in Italia
· Conoscere il terremoto
· L'azione dello Stato dal 1908 ad oggi
· La prevenzione
· Cosa fare se arriva un terremoto
Dott. Roberto De Marco
Direttore del Servizio Sismico Nazionale
Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali
IL RISCHIO SISMICO
A partire dalla definizione di aree prioritarie di intervento, oggi si stanno predisponendo nuovi studi per la riduzione del rischio sismico, al fine di sviluppare una più incisiva azione di prevenzione.
Con il termine rischio sismico si indica una stima delle perdite complessive causate dai terremoti che potranno interessare in un determinato periodo una determinata area.
Questa stima può essere espressa in diversi modi. Per esempio attraverso il costo dei danni subiti dagli edifici, il costo complessivo in termini economici e sociali subito dalla popolazione dell'intero paese, oppure attraverso il numero prevedibile di morti e feriti.
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Per sapere qual è il rischio sismico in una certa zona è necessario conoscere: La pericolosità sismica dell'area, ossia la probabilità che in un certo intervallo di tempo sia interessatala da forti terremoti che possono produrre danni; Quali opere costruite dall'uomo vi sono, qual è la loro importanza e vulnerabilità e quindi qual è la loro resistenza al terremoto; Quante persone vivono in quella zona e quindi qual è la sua esposizione al terremoto. |
STIMA DEI CROLLI IN 100 ANNI PERCENTUALE SUL TOTALE DELLE ABITAZIONI PER COMUNE
Carta del rischio sismico. (Fonte: Dipartimento della Protezione Civile - Gruppo di lavoro esperti sul rischio sismico, 1996) |
pericolosità x vulnerabilità x esposizione
(terremoti) (edifici vulnerabili) (popolazione)
ß
rischio sismico
Nelle aree con elevata pericolosità sismica ma disabilitate, il rischio sismico è nullo.
Nelle aree densamente popolate e con molte costruzioni poco resistenti, vi può essere un rischio sismico elevato anche in presenza in bassa pericolosità.
LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA IN ITALIA
Oltre
30.000 eventi sismici di media e forte intensità a partire dall'anno 1000 d.C. ad oggi, dei quali 2000 disastrosi.Oltre 120.000 vittime nell'ultimo secolo.
Circa 120.000 miliardi di danni negli ultimi vent'anni.
La sismicità è concentrata nella parte centro-meridionale della penisola ed in alcune aree settentrionali, proprio dove il patrimonio abitativo, per le sue caratteristiche costruttive e per lo stato di manutenzione, si presenta più fragile.
Una parte consistente del patrimonio storico ed artistico del paese è fortemente esposta agli effetti del terremoto.
L'azione di prevenzione condotta sino ad oggi ha dato buoni risultati, ma non è stata sufficiente a scongiurare un alto numero di morti e di danni anche nei più recenti terremoti.
Belice 1968: 300 vittime
Friuli 1976: 970 vittime
Irpinia 1980: 2750 vittime
In Italia il rapporto tra l'intensità dei terremoti ed il numero delle vittime è da considerare troppo elevato in confronto ad altri paesi e comunque non accettabile per una nazione industrializzata, scientificamente e tecnologicamente avanzata, culturalmente e socialmente evoluta.
Oggi non si è ancora in grado di prevedere il tempo ed il luogo in cui avverrà un terremoto, pertanto tutto è affidato alla prevenzione degli effetti attraverso la conoscenza della sismicità che in passato ha interessato il nostro paese.
CONOSCERE IL TERREMOTO
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Il terremoto
In Italia
Nella carta a fianco sono rappresentati gli epicentri dei terremoti che negli ultimi mille anni hanno superato la soglia del danno grave (l'intensità uguale o maggiore all'VII grado della scala Mercalli ovvero circa 5,5 della scala Richter).
I terremoti più forti nell'ultimo secolo hanno interessato soprattutto le regioni appenniniche, la Calabria, la Sicilia ed il Friuli.
Come si misura
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intensità (scala Mercalli) - il terremoto viene misurato attraverso gli effetti sull'uomo, sulle costruzioni e sull'ambiente. Tali effetti sono suddivisi in livelli: I, II, III, … fino a XII, secondo i gradi della scala introdotta all'inizio del XX secolo dal sismologo Giuseppe Mercalli magnitudo (scala Richter) - si misura attraverso le registrazioni degli strumenti (sismogrammi) ed esprime l'energia sprigionata da un terremoto. La scala fu introdotta negli anni '30 dal sismologo americano Charles Richter. Le due scale utilizzano modalità diverse di misurazione e non sono direttamente confrontabili (sotto, un confronto approssimativo).
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L'AZIONE DELLO STATO DAL 1908 AD OGGI
Dopo il disastroso evento sismico di Reggio Calabria e Messina del 1908, che causò oltre 80.000 morti, lo Stato italiano ha avviato iniziative per la riduzione dei danni del terremoto attraverso l'azione congiunta della classificazione del territorio e di speciali regole da rispettare per le costruzioni.Classificazione sismica del territorio
Sulla base della frequenza ed intensità dei terremoti del passato, una parte del territorio nazionale è stata classificata in tre categorie sismiche, alle quali corrispondono livelli crescenti di protezione richiesti per le costruzioni (livello massimo per la 1^ categoria).
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I comuni attualmente classificati sismici sono: pari a 2965 comuni su un totale di 8102. Complessivamente è classificato sismico il 45% della superficie del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione. |
Caratteristiche delle abitazioni
(circa 25 milioni)

Normativa antisismica
Le nuove costruzioni, nei comuni classificati sismici, devono essere progettate e realizzate al fine di sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare quelli più forti.
Gli edifici esistenti, nei comuni classificati sismici, devono rispettare alcune regole tecniche di miglioramento o adeguamento, che la normativa prevede nel caso di interventi sulle strutture.
Un edificio nuovo, costruito secondo le norme antisismiche, o un edificio esistente, sul quale siano stati realizzati interventi di adeguamento sismico, è più resistente al terremoto ed è in grado di sopportare anche una scossa di forte intensità.
LA PREVENZIONE
Per la riduzione del rischio sismico è necessario che lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, con la collaborazione dei cittadini, diano avvio ad una serie di iniziative per lo sviluppo di una efficace azione di prevenzione, mettendo a frutto le esperienze già fatte ed in corso.
Fino ad oggi
A partire da oggi
Il livello di civiltà di un paese si misura anche attraverso l'impegno nel garantire la sicurezza e nel tutelare i beni dei cittadini.
COSA FARE SE ARRIVA UN TERREMOTO
In caso di terremoto, il rispetto di alcune semplici norme rappresenta un fattore determinante per la diminuzione dei danni alle persone.
Prima
che arrivi un terremoto è importante· sapere che si è in una zona a rischio
· sapere quali sono i punti più sicuri della propria abitazione (dove sono i miri portanti, le travi in cemento armato) e del luogo di lavoro
· sapere dove sono gli interruttori generali della luce, del gas e dell'acqua
· sapere se vi sono uscite di emergenza
· sapere dove sono gli spazi aperti sicuri vicino alla propria casa ed al luogo di lavoro
· assicurarsi che tutte le persone che vivono con noi sappiano cosa fare
Se arriva un terremoto non c'è molto tempo per riflettere, bisogna sapere subito cosa fare.
E' molto importante rimanere calmi e reagire con prontezza, non solo nella propria casa, ma anche nei luoghi di lavoro, nei negozi, nei luoghi affollati o per strada.
Il pericolo maggiore è quello di essere colpiti da oggetti che cadono.
Durante
un terremoto è importante· cercare riparo all'interno di una porta in un muro portante o sotto una trave
· non precipitarsi fuori
Quando la scossa è finita, ci possono essere danni agli edifici, morti o feriti.
E' molto importante verificare subito lo stato di salute di chi ci è vicino ed accertarsi che non vi siano principi d'incendio.
Quindi bisogna raggiungere le aree di raccolta stabiliti dai piani di emergenza e collaborare con la protezione civile.
Dopo
un terremoto è importante· chiudere gli interruttori generali del gas, della luce e dell'acqua
· uscire alla fine della scossa
· raggiungere le aree di raccolta o uno spazio aperto, lontano da edifici e dalle linee elettriche
· non bloccare le strade, servono per i mezzi di soccorso
· usare il telefono solo in caso di assoluta necessità