Ministero dell'Interno
Ministero della Pubblica Istruzione

Seminario Nazionale per la diffusione della cultura
della protezione civile nella scuola dell'obbligo

della protezione civile nella scuola dell’obbligo

I rischi domestici

 

Indice

  • Il rischio

  • I numeri

  • I rischi domestici

  • Gli incidenti a scuola

     

     

    Arch. Valter Cirillo

    Ispettorato Insediamenti Civili, Commerciali, Artigianali ed Industriali

    Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi

    INDICE GENERALE

    Il rischio

    Quando lavoriamo, quando viaggiamo, quando ci divertiamo, ed anche quando siamo in casa nostra, siamo costantemente esposti a pericoli per la nostra incolumità fisica.

    Un certo livello di rischio esiste quindi in ogni attività umana; il problema è di valutare quale è questo livello, decidere se è accettabile o meno, ed in caso di risposta negativa, decidere il da farsi per ridurlo a valori accettabili.

    Dal punto di vista scientifico il rischio di un evento è una funzione della probabilità di accadimento e delle conseguenze dello stesso.

     

    1. Rischio = frequenza x magnitudo = F x M

    Si vuol dire cioè che se un certo evento ha una frequenza probabile F di 1 volta ogni 10 anni e se le sue conseguenze M sono stimabili in 50 morti, il rischio associato a quell’evento è di provocare:

    R = 0,1 x 50 = 5 morti/anno

    Dalla definizione di rischio come prodotto di due probabilità, deriva che lo stesso potrà essere molto piccolo, ma non potrà mai essere pari a zero (natura probabilistica del rischio).

    I numeri

    Ogni anno in Italia muoiono circa 550.000 persone. La gran parte di queste morti è dovuta a malattie (principalmente cardiopatie e tumori). Una quota pari ogni anno a circa il 5% dei decessi deriva invece da eventi accidentali o di violenza.

    Gli incidenti in ambiente domestico rappresentano in media il 30% di tutte le morti accidentali con 8400 morti nel 1988 (quasi uno ogni ora); il numero di incidenti noto agli ospedali è ancora più impressionante con più di tre milioni di arrivi al pronto soccorso, cioè uno ogni 10 secondi.

    Per avere un termine di paragone possiamo considerare che gli incidenti stradali provocano circa 9000-10000 vittime all’anno, mentre , nello stesso arco temporale, gli infortuni mortali sul lavoro sono nell’ordine di 1200-1500.

    Occorre tuttavia "pesare" in un certo senso questi numeri considerando che mentre gli incidenti stradali e gli infortuni sul lavoro interessano età giovanili e presentano una buona valenza di prevedibilità e prevenzione, gli incidenti domestici nel loro complesso, essendo costituiti da un gran numero di cadute accidentali degli anziani, appaiono come un fenomeno meno controllabile.

    Un dato non può tuttavia essere trascurato e cioè che, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’età infantile (0-14 anni) la prima causa di morte nei paesi sviluppati è rappresentata dagli incidenti.

     

     

    I rischi domestici

    Con oltre 8000 vittime all’anno per incidenti domestici l’Italia è al primo posto della graduatoria europea, con sofferenze per le persone e costi sociali ed economici enormi. A tali cifre, inoltre, dobbiamo aggiungere quelle più difficilmente stimabili derivanti dall’esposizione delle persone ad agenti inquinanti tra le mura domestiche.

    Sono le lesioni traumatiche e le cadute a causare il maggior numero di morti. Percentuali minori ma sempre significative, invece, sono provocate da incendi ed esplosioni, dall’elettricità e dalle sostanze pericolose.

     

    Incidenti domestici mortali

    Cause

    numero

    Percentuale

    Fratture da cause non specificate

    4484

    52,98

    Cadute accidentali

    2961

    34,98

    Altre cause

    413

    4,88

    Incendio e fuoco

    232

    2,74

    Corrente elettrica

    80

    0,95

    Sommersione e soffocamento

    67

    0,79

    Avvelenamento da farmaci

    13

    0,15

    Macchine

    13

    0,15

    Recipienti sotto pressione

    4

    0,05

    Fattori naturali

    4

    0,05

    Totale

    8464

    100

     

    Traumatismi

    numero

    percentuale

    Frattura del femore

    3704

    43,76

    Traumi intercranici

    1436

    19,69

    Altri traumi

    1240

    14,65

    Frattura del cranio

    620

    7,33

    Altre fratture

    580

    6,85

    Traumi interni

    462

    5,46

    Ustioni

    317

    3,75

    Corpo estraneo

    105

    1,24

    Totale

    8464

    100

     

    Incidenti in ambiente domestico per classi di età, sesso degli infortunati e oggetto che ha causato l’incidente. (dati assoluti in migliaia e quozienti per 100 incidenti)

     

    Causa dell’incidente

    Maschi (per classi di età)

    Femmine (per classi di età)

    totale

    Totale

    %

    ‹ 10

    10-24

    25-64

    › 64

    Tot.

    %

    ‹ 10

    10-24

    25-64

    › 64

    Tot.

    %

    Utensili di cucina

    9

    21

    64

    13

    107

    12,8

    11

    58

    279

    44

    392

    22,6

    499

    19,5

    Di cui - coltelli

    6

    13

    46

    10

    75

    9,1

    4

    33

    165

    21

    223

    12,8

    298

    11,6

    - pentole

    -

    4

    2

    -

    6

    0,9

    4

    14

    62

    10

    90

    5,1

    96

    3,7

    Forni e fornelli

    3

    5

    6

    1

    15

    1,9

    4

    12

    93

    22

    131

    7,5

    146

    5,7

    Scale mobili e fisse

    19

    23

    74

    20

    136

    16,4

    16

    25

    137

    66

    244

    14,0

    380

    14,7

    Pavimenti

    30

    9

    33

    22

    94

    11,4

    28

    18

    107

    94

    247

    14,2

    341

    13,3

    Impianto elettrico

    1

    5

    6

    -

    12

    1,4

    -

    -

    9

    2

    11

    0,6

    23

    0,9

    Attrezzi da lavoro

    6

    15

    78

    9

    108

    13,1

    3

    2

    21

    1

    27

    1,5

    135

    5,2

    Elettrodomestici

    6

    5

    10

    4

    25

    3,1

    7

    18

    105

    16

    146

    8,4

    171

    6,7

    Piccoli elettrodomestici

    4

    4

    8

    3

    19

    2,2

    3

    14

    89

    14

    120

    6,9

    139

    5,4

    Impianti di riscaldamento

    1

    -

    1

    1

    3

    0,5

    3

    -

    7

    5

    15

    0,9

    18

    0,8

    Vetri e specchi

    4

    8

    11

    1

    24

    3,0

    2

    7

    25

    7

    41

    2,5

    65

    2,6

    Mobili e altre parti dell’abitazione

    32

    11

    21

    7

    71

    8,7

    16

    12

    47

    25

    100

    5,7

    171

    6,7

    Alimenti bollenti

    7

    2

    5

    3

    17

    2,1

    -

    10

    60

    19

    89

    5,1

    106

    4,2

    Sostanze ingerite accidentalmente

    1

    -

    4

    -

    5

    0,5

    -

    3

    13

    2

    18

    0,9

    23

    0,8

    Coperte, cuscini, abiti

    -

    -

    -

    -

    -

    -

    1

    -

    1

    -

    2

    0,0

    2

    0,0

    (fonte ISTAT dic. 89 – maggio 90; dati assoluti in migliaia)

    il rischio cadute

    La più alta percentuale di incidenti domestici riguarda le cadute. Più precisamente, un incidente su tre è dovuto ad una caduta e si stima che anche tra le morti per incidente in ambiente domestico circa un terzo (e quindi quasi tremila ogni anno) sia dovuto alle cadute. Dunque questo rischio è molto alto e spesso gli incidenti succedono nel modo più imprevedibile, inciampando nel tappeto, scivolando sul pavimento bagnato o appena lucidato o cadendo da una scala a pioli.

    Un dato curioso riguarda il fatto che, tra le cadute, circa la metà è originata da un dislivello (scale sia mobili che fisse) mentre l’altra metà è costituita da cadute su una superficie senza dislivelli. E’ interessante notare, inoltre, che tra i bambini e gli anziani prevalgono le cadute sul pavimento mentre tra gli adulti tendono a prevalere le cadute dalle scale.

    Oltre ad essere molto frequenti, le cadute sono gli incidenti con le più gravi conseguenze. Occorre considerare che il 68% richiede un intervento medico, una quota abbastanza elevata pari al 39% richiede un intervento del pronto soccorso e il 15% si conclude con un ricovero ospedaliero. E’ infatti l’infortunio che più frequentemente provoca una ospedalizzazione.

     

    indicatori

    Cadute sullo stesso livello

    Cadute dalle scale fisse e mobili

    Cadute da sedie

    Totale delle cadute

    Totale incidenti domestici

    Percentuale sul totale degli incidenti

    15,4

    15,1

    2,8

    33,0

    100

    Percentuale di maschi sul tot. degli infortunati

    28,4

    35,7

    27,5

    31,6

    32,1

    Percentuale di femmine sul totale degli infortunati

    71,5

    64,2

    72,4

    68,3

    67,8

    Percentuale di bambini sul totale degli infortunati

    19,9

    11,9

    33,6

    17,5

    13,2

    Percentuale di anziani sul totale degli infortunati

    30,8

    26,3

    24,4

    26,5

    18,8

    Percentuale di adulti sul totale degli infortunati

    49,2

    61,8

    41,8

    55,9

    67,9

     

     

    Tra gli interventi di soccorso tecnico urgente compiuti dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, quelli per incendio in appartamenti ad uso abitazione costituiscono circa il 10 per cento degli interventi per incendio svolti in totale. Nelle abitazioni, il numero annuo di decessi per incendio si aggira intorno alle trecento unità. Questi numeri sono in continuo aumento in quanto, con la crescita del benessere economico, le abitazioni hanno iniziato ad ospitare maggiori quantità di oggetti, che possono essere causa di incendio o che l’incendio lo propagano con grande facilità.

     

    Nel caso di incendi in abitazioni, le cause più comuni possono essere:

     

    Nella seguente tabella viene inoltre mostrata la frequenza degli incendi provocati da apparecchi elettrici utilizzatori.

    Tipo di apparecchio

    Frequenza di incendi

    (per milioni di apparecchi e per anno)

    Televisore

    51,8

    Stufa elettrica

    36,7

    Lavabiancheria

    24,1

    lavastoviglie

    22,2

    Scaldacqua

    5,1

    Cucina elettrica

    4,9

    frigorifero

    3,8

     

    Come comportarsi in caso di incendio

    Non appena si rileva un focolaio di incendio, occorre innanzitutto mantenere la calma per poter valutare la gravità dell’incendio e adottare le modalità di comportamento ed eventuale intervento più opportune.

    In caso di scoperta di un piccolo focolaio di incendio occorre:

     

    Per incendi già sviluppati occorre:

     

     

    Intervento su persone con abiti in fiamme

    In caso di incendio di abiti di una persona, questa istintivamente può mettersi a correre alimentando maggiormente le fiamme.

    Occorre pertanto bloccarla, distendendola per terra e coprirla con una coperta o con altri indumenti (cappotto, giacca, ecc.) bagnarla con getti d’acqua o rotolarla per terra. La coperta va stesa e rimboccata sotto il corpo per evitare il passaggio dell’aria. A spegnimento avvenuto, prestare i soccorsi del caso (trattamento ustioni, ricovero in ospedale).

    il rischio gas

     

    Per cause legate al gas, ogni anno in Italia muoiono un centinaio di persone (statistiche del CIG – Comitato italiano gas). Sia gli incidenti mortali che quelli meno gravi possono essere ricondotti a due cause diverse, ma dipendenti entrambe da malfunzionamento o cattivo utilizzo dell’impianto a gas: l’esplosione e l’intossicazione da ossido di carbonio (CO).

     

    Le esplosioni

    Una perdita di gas che si verifichi in un ambiente chiuso (ad esempio in cucina), se non arrestata immediatamente può comportare un rischio di esplosione. Infatti, in condizioni di saturazione (e cioè, ad esempio, quando la quantità di gas rilasciato è circa il 5% del volume della cucina) un innesco può dare luogo all’esplosione. A fornire l’innesco può essere una qualunque causa, sia volontaria (accensione di un fiammifero, accensione di un interruttore) sia involontaria (ad esempio, il relè nel frigorifero, l’elettricità statica dei vestiti), e l’effetto è sempre quello di gravissime lesioni alle persone e della distruzione di muri, porte, finestre, fino al crollo di interi edifici.

    Data la violenza e la velocità di quanto accade, non esiste altro modo di proteggersi dalle esplosioni che prevenirle evitando fughe di gas, verificando che tubi ed accessori siano stati installati a regola d’arte* . Diviene quindi essenziale chiedere agli installatori la dichiarazione di conformità prevista dalla legge 46/90.

    Un’altra misura essenziale per la sicurezza è quella di controllare che, quando si dorme o quando la casa rimane chiusa per lunghi periodi, il rubinetto principale del gas sia chiuso: infatti, come ulteriore misura di sicurezza il gas è trattato in modo tale da essere immediatamente percepibile all’olfatto, e questo rende molto difficile che una fuga di gas divenga pericolosa se è presente e sveglia una persona nell’abitazione, che in condizioni normali avrà il tempo per bloccare la perdita (chiudendo il rubinetto del contatore) e ventilare gli ambienti.

     

    L’intossicazione da CO

    Quando l’installatore mette in opera una stufa a gas o anche un fornello, verifica che esista una apertura di ventilazione permanente, e cioè sempre aperta. Questa apertura è necessaria per garantire un minimo ricambio d’aria, in mancanza della quale l’ossigeno presente nell’aria diminuirebbe con il tempo. Questa riduzione, tra i diversi effetti, ne ha uno chimico sulla combustione, che inizia a produrre uno dei veleni peggiori, l’ossido di carbonio (CO). Il CO, infatti, si lega all’emoglobina del sangue e gli impedisce di portare l’ossigeno ai tessuti ed al cervello ed è particolarmente pericoloso perché incolore, inodore, non irritante e letale in pochi minuti anche con concentrazioni dello 0,1%.

    Come avviene per il pericolo di esplosione, l’unica misura da attuare è la prevenzione. Accorgersi che è in atto una combustione con poco ossigeno, infatti, è difficilissimo, perché il CO attenua sempre di più le capacità intellettive ed impedisce quindi di reagire. I sintomi sono un senso di sonnolenza, nausea, vomito, cefalea, palpitazioni, tremori muscolari, la colorazione accesa della pelle, astenia, fino ad una progressiva perdita di coscienza come quando ci si addormenta.

    Non resta, quindi, che verificare con regolarità che le aperture di ventilazione previste dalle norme (e di cui l’installatore ha verificato la presenza) siano sempre aperte. Non è infrequente, infatti, che con il tempo siano chiuse volontariamente, perché se ne è dimenticata la funzione, o involontariamente, ad esempio a causa di nidi costruiti dagli uccelli sui camini.

    Come altra misura di prevenzione, inoltre, si deve prendere l’abitudine di non addormentarsi con stufe o camini accesi.

    Il rischio elettrico

    L’elettricità è direttamente responsabile di circa il 4,5% degli incidenti domestici oltre ad essere una delle cause potenziali dello sviluppo di incendi.

    Tutti sappiamo che il pericolo di folgorazione è strettamente legato al contatto con parti normalmente o accidentalmente in tensione; a tal proposito le norme CEI (Comitato elettrotecnico italiano) distinguono tra contatto diretto o indiretto.

    Per contatto di tipo diretto si intende il contatto di una persona con le parti attive (in tensione) di un circuito elettrico (conduttore di fase con isolamento deteriorato, alveoli di una presa di corrente, ecc.); mentre per contatto di tipo indiretto si definisce il contatto di una persona con parti conduttrici e metalliche normalmente isolate dal circuito elettrico (p.e. involucro esterno degli elettrodomestici) o masse estranee (tubazioni metalliche) che sono andate in tensione per il cedimento dell’isolamento principale. I diversi metodi che si adottano sull’impianto per attuare le protezioni più opportune contro queste situazioni di pericolo si possono concettualmente far rientrare nelle due seguenti tipologie:

    L’impianto va quindi realizzato secondo la regola d’arte, rispettando le norme CEI (Comitato elettrotecnico italiano) e la legge n. 46/90 che prevedono, tra l’altro, l’obbligo della "messa a terra" e l’installazione "dell’interruttore differenziale" (il cosiddetto salvavita). Inoltre occorre verificare che gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche che utilizziamo in casa siano marcati con i simboli che garantiscono la costruzione secondo le norme di buona tecnica (CE, IMQ).

     

    Come evitare gli incidenti

    I prodotti pericolosi e le piante velenose

    L’igiene degli ambienti in cui viviamo è fondamentale ma la maggior parte dei prodotti pericolosi che troviamo in casa sono proprio quelli che usiamo quotidianamente per pulirla. Occorre quindi grande cautela nell’utilizzo e nella conservazione di tali prodotti al fine di evitare il contatto, l’inalazione o addirittura l’ingestione di sostanze tossiche soprattutto da parte dei bambini e degli anziani.

    Rispetto agli effetti che le sostanze chimiche hanno sull’uomo vale un principio fondamentale: l’effetto, ed eventualmente il danno prodotto da una sostanza chimica dipende prima di tutto dalla dose di sostanza che l’organismo stesso ha assorbito e dalla quantità di sostanza che effettivamente raggiunge l’organo bersaglio, quell’organo cioè dove la sostanza agisce (fegato, reni, sistema nervoso, ecc.).

    Gran parte delle sostanze (vapori di solventi, vapori di acidi, polveri, ecc.) vengono assorbite dall’organismo attraverso le vie respiratorie. Un’altra via di assorbimento abbastanza importante è quella cutanea, per il semplice fatto che lavoriamo con le mani ed in molti casi non le proteggiamo adeguatamente (per esempio con guanti).

    L’assorbimento di una sostanza può provocare effetti acuti o cronici, ma può anche non causare alcun effetto; dipende dalla dose, cioè dalla concentrazione della sostanza e dal periodo di tempo durante il quale questa viene assorbita.

    Il modo migliore per riconoscere i pericoli consiste nell’attenta lettura dell’etichetta esplicativa posta sulla confezione ove, secondo le norme di legge europee, sono riportate una serie di indicazioni.

    Su di una singola etichetta, in base alle caratteristiche della sostanza, possiamo ritrovare più simboli di pericolo e diverse frasi di rischio e consigli di prudenza, secondo il seguente schema:

    Etichetta tipo

     

    Simbolo rischio più grave

    Frasi R

    Frasi S

    Indicazioni speciali

    Nomi chimici

    Fabbricante responsabile

    Nome commerciale

    Secondo simbolo di rischio

     

    Massa o volume

     

     

    simboli dei pericoli insiti nell’utilizzazione della sostanza o del preparato

     

    pericolo

    Simbolo

    Infiammabile – facilmente infiammabile (F, F+)

    (le sostanze ed i preparati che a contatto con l’aria, a temperatura normale e senza ulteriore apporto di energia possono infiammarsi)

    una fiamma

       

    Tossico – altamente tossico (T, T+)

    (le sostanze ed i preparati che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare rischi gravi, acuti o cronici, per la salute ed anche la morte)

    un teschio su tibie incrociate

       

    Nocivo (Xn)

    Le sostanze e i preparati che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare rischi per la salute di gravità limitata

    una croce di Sant’Andrea

       

    Corrosivo (C)

    (le sostanze e i preparati che a contatto con tessuti vivi esercitano su di essi un’azione distruttiva)

    la raffigurazione dell’azione di un acido

       

    Irritante (Xi)

    Le sostanze e i preparati che pur non essendo corrosivi possono produrre a contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle e le mucose una reazione infiammatoria

    una croce di Sant’Andrea

     

    Prodotti pericolosi presenti nelle case

     

    prodotto

    tossicità

    componenti principali

    precauzioni

    Disincrostanti (anticalcare)

    Alta

    Acido cloridrico o solforico o fosforico o formico

    Usare guanti di gomma. Dopo l’uso chiudere bene il tappo

    Disgorganti (lavandini e wc)

    Alta

    Soda caustica o acido fosforico

    Usare guanti di gomma. Evitare schizzi su braccia, mani, gambe

    Detergenti per wc

    Alta

    Benzalconioclorulo, acido fosforico, tensioattivi

    Usare guanti di gomma e proteggere gli occhi con occhiali

    Detergenti in genere

    Medio-alta

    Ammoniaca, alcool etilico, acido cloridrico, tensioattivi

    Usare guanti di gomma. Dopo l’uso chiudere bene il tappo.

    Insetticidi (mosche e zanzare)

    Bassa

    Pietrine, cinerine

    Non aspirare, ventilare i locali dopo l’uso

    Insetticidi (scarafaggi e formiche)

    Medio-alta

    Carbammati, esteri organofosfati

    Non aspirare, ventilare i locali dopo l’uso

    Antitarme

    Alta

    Naftalina, canfora

    Non ingerire. Se a base di naftalina non inalare

    Smacchiatori

    Media

    Trielina, percloroetilene, acquaragia, acetone

    Usare guanti di gomma, non inalare. Usare in locali aerati

    Pulitori per forni

    Alta

    Soda caustica, butilglicole

    Usare guanti di gomma. Non inalare. Evitare il contatto con gli occhi

    candeggianti

    Alta

    Perborato di sodio o ipoclorito di sodio

    Non aspirare. Proteggere mani ed occhi

    Detersivi per lavastoviglie

    Alta

    Soda caustica, sali di cloro, tensioattivi

    Usare guanti di gomma. Evitare contatti con occhi e viso

     

    Utilizzo e conservazione delle sostanze pericolose

     

    Altri pericoli domestici

    La prevenzione degli infortuni domestici riguarda anche gli incidenti legati a sostanze che normalmente non sono pericolose (come l’acqua) ma che lo possono diventare in alcuni casi particolari. Essa si basa su semplici regole comportamentali: l’ordine in cucina, poter disporre dello spazio necessario per compiere le diverse azioni, osservare le dovute precauzioni nell’utilizzo di stufe e camini sono quelle a carattere generale. Inoltre:

     

    Le piante velenose

    Occorre infine accennare ad un altro potenziale pericolo presente nelle nostre abitazioni di cui pochi sono a conoscenza: le piante ornamentali. Alcune producono soltanto effetti locali come irritazioni, gonfiore, ulcerazioni della parte che entra in contatto con la pianta, altre sono dette a tossicità sistemica: i loro principi attivi provocano, all’ingerimento, un’intossicazione generale dell’organismo. Vediamo allora di seguito alcune delle più comuni piante velenose.

    Stella di natale – Di questo bellissimo fiore è molto velenoso il succo lattiginoso che fuoriesce dal gambo. La sostanza può essere pericolosa sia per ingestione che per contatto cutaneo e soprattutto con gli occhi; occorre quindi molta attenzione nell’accudire la pianta.

    Vischio e agrifoglio – Di queste piante sono tossiche le bacche, quindi attenzione ai bambini che sono attratti dalla loro forma e dal colore.

    Oleandro – pianta diffusissima in tutta Italia ha rametti, foglie e fiori che contengono un potente veleno; l’ingestione di una sola foglia può uccidere un adulto. E’ quindi prudente non utilizzare questa pianta nemmeno per alimentare il fuoco del camino e a maggior ragione per fare gli arrosti.

    Mandorle amare, semi dei noccioli di pesche ed albicocche – I ragazzi possono essere portati a rompere i noccioli di questi frutti per mangiarne i semi, così come per le mandorle dolci, le noci, ecc. L’intossicazione, molto grave, è dovuta alla presenza di amigdalina che a contatto con la saliva si trasforma in acido cianidrico, un potente veleno. Sono sufficienti una trentina di mandorle amare per provocare irrimediabilmente la morte.

    Azalea, mimosa, rododendro, ciclamino – sono piante nocive in tutte le loro parti.

    Biancospino, ginestra , geranio, garofano, gelsomino, glicine, ortensia hanno fiori nocivi.

    L’ inquinamento domestico

    L’inquinamento all’interno di un’abitazione ha origine dagli oggetti di uso quotidiano: sigarette, detersivi, cosmetici, deodoranti, cere per pavimento, eccetera; basti pensare che il fumo di una sigaretta contiene circa 200 composti che vengono respirati sia da chi fuma sia da chi il fumo lo subisce passivamente e quando in una stanza fumano più persone questa si trasforma in un concentrato di veleno.

    Per quanto riguarda i detersivi essi contengono composti volatili organici mentre tra le resine dei mobili in legno, nella tappezzeria, nella moquette e nei pannelli isolanti regna la formaldeide, sostanza volatile incolore, irritante per le mucose e dal forte odore che viene rilasciata nell’ambiente casalingo in due tempi: uno immediato, all’installazione dei materiali, l’altro a distanza quando le resine si deteriorano. Esistono poi contaminanti di natura biologica: virus, batteri, spore, che si annidano nella sporcizia, nei diffusori delle docce e nelle superfici di evaporazione dei frigoriferi. Vi sono persone che soffrono di allergia alla polvere della casa, allergia che può manifestarsi sotto forma di asma. In questo caso è bene allontanare tutte le sostanze che possono provocarla: eliminare tende, moquette, tappeti, peluche ed usare al posto della scopa o del piumino che sollevano la polvere, l’aspirapolvere elettrico o lo straccio bagnato.

    Nella tabella sono sinteticamente raggruppati le fonti e gli agenti che concorrono in maggior misura all’inquinamento domestico.

    fonte

    agenti

    Suolo (crosta terreste)

    Radon (radioattività)

    Materiali da costruzione

    Radon, absesto, fibre minerali

    Rivestimenti in legno

    Pentaclorofenolo, altri antiparassitari

    Materiali isolanti

    Absesto, fibre minerali, composti volatili organici

    Apparecchi per la combustione

    Ossido di carbonio

    Detergenti spray

    Composti volatili organici, fluorocarburi

    Condizionatori

    Batteri, virus, funghi

    Residenti, animali, piante

    Batteri, virus, funghi, escrementi, parassiti

    Fumo di sigaretta

    idrocarburi policiclici, composti volatili organici

    acqua

    Cloro, radon, composti volatili organici

    Tra tutte queste sostanze dannose vogliamo soffermarci sul radon: gas incolore, inodore ed inerte che si trova nella crosta terrestre, nelle falde idriche, nelle rocce e riesce a penetrare nelle nostre case attraverso i materiali edili oppure attraverso le condotte idriche, perché si lega facilmente con l’acqua. L’inalazione di forti concentrazioni di radon è pericolosa e danneggia i tessuti polmonari. Secondo alcune ricerche l’esposizione prolungata a questa sostanza contribuirebbe alla formazione di tumori. In particolare nel bagno la concentrazione di radon portato dall’acqua, favorita dal caldo umido, può essere anche 40 volte superiore a quella delle altre stanze; è importantissimo perciò assicurare all’ambiente un buon ricambio di aria.

    Altri locali naturalmente predisposti alle infiltrazioni di radon sono gli interrati, i seminterrati e i piani terreni, quando sono in contatto diretto con il terreno sottostante andrebbero sempre ben ventilati in modo da evitare il ristagno dell’aria.

    Il rischio per i bambini

     

    I bambini sono tra le persone più esposte ai rischi domestici, sia perché in casa passano gran parte del tempo, sia per le loro particolari propensioni ad esplorare il mondo che li circonda.

    Per mitigare le conseguenze di questi incidenti, come si è cercato di evidenziare, si deve ricorrere a una corretta collocazione delle sostanze e dei prodotti pericolosi (al di sotto dei cinque anni la proporzione degli avvelenamenti è piuttosto rilevante), ma anche ad una continua sorveglianza in luoghi critici. In particolare, fino ai quattro anni di età non si deve mai lasciare solo un bambino nella vasca da bagno, ed analoghe accortezze devono essere seguite in cucina, dove la presenza del fuoco e delle pentole mette a rischio la vita del piccolo, o in locali con presenza di scale.

    Altrettanta cautela, infine, deve essere tenuta nell’evitare che i bambini possano raggiungere fiammiferi, accendini ed altri oggetti che sviluppano una fiamma, mentre, per gli impianti elettrici dovrebbe essere sufficiente controllare che non utilizzino attrezzi in grado di superare le barriere di sicurezza che le normali prese e gli interruttori garantiscono.

    Come si caratterizzano gli incidenti dei bambini?

    Innanzi tutto occorre osservare che essi costituiscono l’unico gruppo di infortunati in cui si registra una prevalenza di maschi.

    Le cadute rappresentano una causa di incidente domestico frequente in questa fascia di età.

    I traumi più comuni sono le ferite mentre le fratture oscillano dal 5,5% nei bambini molto piccoli (0-4 anni) al 17,9% (valore superiore alla media) dei bambini più grandi (10-14 anni). Un elemento fortemente caratterizzante di questi infortuni è la quota di casi con lesioni alla testa che nei bambini da 0 a 4 anni rappresenta la metà degli incidenti.

    Infine si osserva che gli incidenti infantili fanno registrare percentuali più elevate di casi con visite al pronto soccorso ma molto più basse della media in termini di ricoveri ospedalieri e di conseguenze limitative sulle attività quotidiane.

     

    Le cose da non fare mai

     

    Le cose da fare sempre

    Gli incidenti a scuola

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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