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Ministero dell’Interno
Ministero della Pubblica Istruzione
Seminario Nazionale per la diffusione della cultura
della protezione civile nella scuola dell’obbligo
Norme di comportamento
Piani e prove di evacuazione:
Indice
Ing. Francesco Notaro
Ispettorato Formazione Professionale
Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi

EFFETTI DI ALCUNI GAS DI COMBUSTIONE SULL’UOMO
Ossido di Carbonio è un gas tossico, sempre presente in grandi quantità negli incendi di fuochi covati in ambienti chiusi con scarsa ventilazione ed in tutti i casi in cui scarseggia l’ossigeno necessario alla combustione. L’esposizione in ambiente con l’1,3% di CO produce incoscienza e la morte dopo pochi minuti.
Anidride carbonica si forma sempre in grandi quantità negli incendi, è un gas asfissiante che provoca una accelerazione del ritmo respiratorio. L’aria che contiene il 3% di anidride carbonica provoca il raddoppio del ritmo respiratorio.
L’idrogeno solforato si sviluppa negli incendi ove bruciano materiali che contengono zolfo, come ad esempio lana, gomma, pelli. Ha odore di uova marce e una percentuale di 0.04% provocano vertigini e vomito.
L’acido cianidrico è un gas altamente tossico, si trova nelle combustioni incomplete della lana, resine acriliche e poliammidiche. Ha odore di mandorle amare e percentuali anche dello 0,3% sono da considerarsi mortali.
L’ammoniaca si forma nella combustione di materiali che contengono azoto come ad esempio lana, seta, materiali acrilici, Produce irritazione agli occhi, naso, gola e polmoni. Esposizioni per mezz’ora in aria con percentuali dello 0,25%-0,65% può portare alla morte.
FFETTI DEL FUMO
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Il controllo e la gestione del rischio

PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI ALLARME
Le procedure da adottare in caso di allarme sono differenziate in funzione dei diversi tipi di insediamento (uffici, edifici con afflusso di pubblico, aziende, ecc.).
Esistono comunque diversi aspetti sempre presenti, che riassumiamo nel seguente schema:
PROCEDURE DA ADOTTARE QUANDO SI SCOPRE UN INCENDIO
NORME DI COMPORTAMENTO DOPO IL TERREMOTO
NORME DI COMPORTAMENTO PRIMA DEL TERREMOTO
MISURE DI SICUREZZA DA PRENDERE A SCUOLA
NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE IL TERREMOTO
NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INCENDIO
NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI FRANE
PRIMA DI UNA FRANA
AL MOMENTO DELLA FRANA
DOPO LA FRANA
NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI
ALLUVIONI E INONDAZIONI
SE SEI IN CASA/A SCUOLA:
SE DEVI ABBANDONARE LA CASA:
SE DEVI GETTARTI IN ACQUA:
SE SEI IN STRADA IN MACCHINA:
Piano di emergenza di un edificio scolastico
Si illustra di seguito un esempio di procedimento per la predisposizione di un piano di emergenza in un edificio scolastico.
ESEMPIO
PIANO DI EMERGENZA DELLA SCUOLA
...........................................................................
COMUNE DI ..........................................................................
VIA ....................................................................... N° .................
)
06 / ...................................... FAX ) 06 / ................................
RESPONSABILE DIDATTICO ........................................................
RESPONSABILE SICUREZZA ......................................................
IL PRESENTE PIANO DI EMERGENZA VIENE REDATTO CON LO SCOPO DI INFORMARE TUTTO IL PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE NONCHE’ GLI STUDENTI SUL COMPORTAMENTO DA TENERE NEL CASO DI UN ALLONTANAMENTO RAPIDO DALL’EDIFICIO SCOLASTICO.
ASSEGNAZIONE DEGLI INCARICHI
Al fine dell’attuazione del PIANO DI EMERGENZA, vengono assegnati i seguenti compiti:
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INCARICO |
FIGURA |
NOMINATIVO |
SOSTITUTO |
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emanazione ordine di evacuazione |
CAPO D’ISTITUTO |
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diffusione ordine di evacuazione |
ADDETTO DI SEGRETERIA |
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chiamate di soccorso |
ADDETTO DI SEGRETERIA |
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responsabile dell’evacuazione della classe |
INSEGNANTE |
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studente apri fila 1 a |
STUDENTE |
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studente chiudi fila 1 a |
STUDENTE |
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studenti di soccorso 1 a |
STUDENTE |
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studente apri fila 1 b |
STUDENTE |
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studente chiudi fila 1 b |
STUDENTE |
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studenti di soccorso 1 b |
STUDENTE |
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studente apri fila 1 c |
STUDENTE |
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studente chiudi fila 1 c |
STUDENTE |
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studenti di soccorso 1 c |
STUDENTE |
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responsabile del centro di raccolta esterno colore |
ADDETTO DI SEGRETERIA ovvero INSEGNANTE |
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interruzione energia elettrica / gas piano terra |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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interruzione energia elettrica / gas 1° piano |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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interruzione energia elettrica / gas 2° piano |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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controllo operazioni di evacuazione piano terra |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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controllo operazioni di evacuazione 1° piano |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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controllo operazioni di evacuazione 2° piano |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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verifica giornaliera degli estintori/idranti/ luci d’emergenza/uscite piano terra |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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verifica giornaliera degli estintori/idranti/luci d’emergenza/uscite 1° piano |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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verifica giornaliera degli estintori/idranti/luci d’emergenza/uscite 2° piano |
PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO |
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Fanno parte integrante del presente PIANO DI EMERGENZA, sia l’allegata documentazione cartografica dell’intero edificio scolastico, sulla quale sono state riportate le seguenti informazioni suddivise nei vari piani di riferimento, che le schede di comportamento allegate.
a ) Nella documentazione cartografica sono riportate le seguenti informazioni :
b) Nelle schede allegate sono riportati i comportamenti che ogni figura deve tenere al fine di un
ordinato allontanamento dall’edificio scolastico, in caso di pericolo
PROCEDURE PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA
All’insorgere di un qualsiasi pericolo ovvero appena se ne è venuti a conoscenza, chi lo ha rilevato deve adoperarsi da solo o in collaborazione con altre persone (insegnanti, personale non docente, studenti) per la sua eliminazione. Nel caso non sia in grado di poter affrontare il pericolo deve darne immediata informazione al Capo dell’istituto o al suo sostituto, che valutata l’entità del pericolo deciderà di emanare l’ordine di evacuazione dell’edificio.
L’ordine di evacuazione dell’edificio è contraddistinto in n° ....................... suoni dell’impianto di diffusione sonoro ripetuti ........... volte alla distanza di 5 secondi di ogni gruppo rispetto all’altro.
Incaricato della diffusione del segnale di allarme è il Sig. ...................................................................
All’emanazione del segnale di evacuazione dell’edificio scolastico tutto il personale presente all’interno dell’edificio scolastico dovrà comportarsi come segue:
espressamente autorizzato dal Capo dell’istituto o dal suo sostituto;
della classe per coordinare le fasi dell’evacuazione.
fino all’uscita dello studente chiudi-fila, il quale provvede a chiudere la porta indicando in tal
modo l’uscita di tutti gli studenti dalla classe.
provvederanno a restare insieme all’infortunato fino all’arrivo delle squadre di soccorso esterne.
Gli studenti che rimarranno in aula dovranno posizionare abiti, preferibilmente bagnati, in ogni
fessura della porta della classe e aprire le finestre solo per il tempo strettamente necessario alla
segnalazione della loro presenza in aula.
riportate nelle planimetrie di piano e di aula, raggiunto tale punto l’insegnante di ogni classe provvederà a fare l’appello dei propri studenti e compilerà il modulo n° 1 che consegnerà al
responsabile del punto di raccolta.
compilerà a sua volta il modulo n° 2 che consegnerà al capo dell’istituto per la verifica finale
dell’esito dell’evacuazione.
In caso di studenti non presenti alla verifica finale, il capo dell’istituto informerà le squadre di soccorso esterne per iniziare la loro ricerca.
MODULO N° 1
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MODULO DI EVACUAZIONE |
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scuola data |
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CLASSE |
PIANO |
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ALLIEVI |
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PRESENTI |
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EVACUATI |
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DISPERSI * |
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FERITI * |
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n.b. * segnalazione nominativa
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PUNTO DI RACCOLTA |
colore |
FIRMA DEL DOCENTE
.....................................................................
MODULO N° 2
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SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PIANO DI EVACUAZIONE |
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scuola data |
Punto di raccolta colore ............................................
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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Classe |
Piano |
Allievi |
Presenti |
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Evacuati |
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Feriti |
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Dispersi |
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FIRMA DEL RESPONSABILE DEL PUNTO DI RACCOLTA
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SCHEDA N° 1
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ISTRUZIONI DI SICUREZZA - EDIFICIO SCOLASTICO |
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NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI PERICOLO CAPO DELL 'ISTITUTO All'insorgere di un pericolo : 1) - DIRIGETEVI CON UNO O PIU' AIUTANTI VERSO IL LUOGO DEL PERICOLO E CERCATE DI ELIMINARLO; 2) - SE NON CI RIUSCITE,CHIAMATE I SOCCORSI: POLIZIA ) 113CARABINIERI ) 112VIGILI DEL FUOCO ) 115AMBULANZA ) 1183) - NEL CASO DI PERICOLO DI GRAVE ENTITA',DATE L'ORDINE DI EVACUARE L’EDIFICIO, ATTUANDO LA PROCEDURA D'EMERGENZA PRESTABILITA; 4) - DIRIGETEVI VERSO L'INGRESSO PRINCIPALE DELL'EDIFICIO ED ATTENDETE I SOCCORSI. AL LORO ARRIVO INDICATEGLI IL LUOGO DEL SINISTRO; 5) - ATTENDETE IN QUESTO POSTO LE COMUNICAZIONI CHE VI SARANNO TRASMESSE DAI RESPONSABILI DEI PUNTI DI RACCOLTA. IN CASO DI SMARRIMENTO DI QUALSIASI PERSONA, PRENDETE TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE E COMUNICATELE ALLE SQUADRE DI SOCCORSO, AL FINE DELLA LORO RICERCA.
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI: 1) - CAMMINARE CHINATI E DI RESPIRARE TRAMITE UN FAZZOLETTO, PREFERIBILMENTE BAGNATO,NEL CASO VI SIA PRESENZA DI FUMO LUNGO IL PERCORSO DI FUGA; 2) - NON USARE MAI L'ASCENSORE; 3) - NON USCIRE DALLA STANZA SE I CORRIDOI SONO INVASI DAL FUMO; 4) - SIGILLARE OGNI FESSURA DELLA PORTA, MEDIANTE ABITI BAGNATI; 5) - NON APRIRE LE FINESTRE.
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SCHEDA N° 2
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ISTRUZIONI DI SICUREZZA - EDIFICIO SCOLASTICO |
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NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI PERICOLO RESPONSABILI DEI PUNTI DI RACCOLTA All'ordine di evacuazione dell'edificio: 1) NEL CASO NON SIATE INSEGNANTI: - DIRIGETEVI VERSO IL PUNTO DI RACCOLTA PERCORRENDO L'ITINERARIO PREVISTO DALLE PLANIMETRIE DI PIANO; - ACQUISITE,DAGLI INSEGNANTI DI OGNI CLASSE,LA PRESENZA DEI LORO STUDENTI E TRASCRIVETELA NELL'APPOSITO MODULO ; ( NEL CASO QUALCHE PERSONA NON RISULTI ALLA VERIFICA, PRENDETE TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE E TRASAMETTETELE AL CAPO DELL'ISTITUTO ); - COMUNICATE AL CAPO DELL'ISTITUTO LA PRESENZA COMPLESSIVA DEGLI STUDENTI; 2) NEL CASO SIATE INSEGNANTI: - EFFETTUATE L' EVACUAZIONE DELLA VOSTRA CLASSE ,COME PREVISTO DALLA PROCEDURA D'EMERGENZA; - ARRIVATI AL PUNTO DI RACCOLTA, PROCEDETE SECONDO QUANTO PREVISTO AL PUNTO 1);
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI: 1) - CAMMINARE CHINATI E DI RESPIRARE TRAMITE UN FAZZOLETTO, PREFERIBILMENTE BAGNATO,NEL CASO VI SIA PRESENZA DI FUMO LUNGO IL PERCORSO DI FUGA; 2) - NON USARE MAI L'ASCENSORE 3) - NON USCIRE DALLA STANZA SE I CORRIDOI SONO INVASI DAL FUMO ; 4) - SIGILLARE OGNI FESSURA DELLA PORTA,MEDIANTE ABITI BAGNATI; 5) - NON APRIRE LE FINESTRE.
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SCHEDA N° 3
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ISTRUZIONI DI SICUREZZA - EDIFICIO SCOLASTICO |
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NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI PERICOLO PERSONALE NON DOCENTE DI SEGRETERIA All'ordine di evacuazione dell'edificio: 1) - ABBANDONATE IL VOSTRO UFFICIO EVITANDO DI PORTARE OGGETTI PERSONALI CON VOI ( eventualmente prendete il solo soprabito ); 2) - CHIUDETE LA PORTA E DIRIGETEVI VERSO IL PUNTO DI RACCOLTA, ( N.B. seguite l'itinerario prestabilito dalle planimetrie di piano );
In caso d'incendio nel vostro ufficio, provvedete a: 1) - SPEGNERLO MEDIANTE L'USO DI UN ESTINTORE,.SE NON SIETE NELLA CONDIZIONE DI EFFETTUARE QUESTA PROCEDURA,CERCATE AIUTO ; 2) - AVVERTIRE IMMEDIATAMENTE IL CAPO DELL'ISTITUTO IN CASO DI INCENDIO DI VASTE PROPORZIONI.
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI: 1) - CAMMINARE CHINATI E DI RESPIRARE TRAMITE UN FAZZOLETTO, PREFERIBILMENTE BAGNATO,NEL CASO VI SIA PRESENZA DI FUMO LUNGO IL PERCORSO DI FUGA; 2) - NON USARE MAI L'ASCENSORE; 3) - NON USCIRE DALLA STANZA SE I CORRIDOI SONO INVASI DAL FUMO; 4) - SIGILLARE OGNI FESSURA DELLA PORTA,MEDIANTE ABITI BAGNATI; 5) - NON APRIRE LE FINESTRE
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SCHEDA N° 4
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ISTRUZIONI DI SICUREZZA - EDIFICIO SCOLASTICO |
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NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI PERICOLO PERSONALE NON DOCENTE DI PIANO All'insorgere di un pericolo: 1) - INDIVIDUATE LA FONTE DEL PERICOLO,VALUTATENE L'ENTITA' E SE CI RIUSCITE CERCATE DI FRONTEGGIARLA; 2) - SE NON CI RIUSCITE, AVVERTITE IMMEDIATAMENTE IL CAPO DELL'ISTITUTO ED ATTENETEVI ALLE DISPOSIZIONI IMPARTITE; All'ordine di evacuazione dell'edificio: 1) - TOGLIETE LA TENSIONE ELETTRICA AL PIANO AGENDO SULL'INTERRUTTORE SEGNALATO NELLA PLANIMETRIA DI PIANO; 2) - FAVORITE IL DEFLUSSO ORDINATO DEL PIANO ( eventualmente aprendo le porte di uscita contrarie al verso dell’esodo ); 3) - INTERDITE L'ACCESSO ALLE SCALE ED AI PERCORSI NON DI SICUREZZA ; 4) - DIRIGETEVI,AL TERMINE DELL'EVACUAZIONE DEL PIANO,VERSO IL PUNTO DI RACCOLTA ESTERNO PREVISTO DALLE PLANIMETRIE DI PIANO .
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI: 1) - CAMMINARE CHINATI E DI RESPIRARE TRAMITE UN FAZZOLETTO,PREFERIBILMENTE BAGNATO,NEL CASO VI SIA PRESENZA DI FUMO LUNGO IL PERCORSO DI FUGA ; 2) - NON USARE MAI L'ASCENSORE ; 3) - NON USCIRE DALLA STANZA SE I CORRIDOI SONO INVASI DAL FUMO ; 4) - SIGILLARE OGNI FESSURA DELLA PORTA,MEDIANTE ABITI BAGNATI ; 5) - NON APRIRE LE FINESTRE.
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Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica
1. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
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Scelta dell'areaGli edifici da adibire a scuole, non devono essere ubicati in prossimità di attività che comportino gravi rischi di incendio e/o di esplosione.
Per quanto riguarda la scelta del sito, devono essere tenute presenti le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dei lavori pubblici 18 dicembre 1975 (Gazzetta Ufficiale n. 29 del 2 febbraio 1976).
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UbicazioneI locali ad uso scolastico possono essere ubicati:
a) in edifici indipendenti costruiti per tale specifica destinazione ed isolati da altri;
b) in edifici o locali esistenti, anche adiacenti, sottostanti o sovrastanti ad altri aventi destinazione diversa, nel rispetto di quanto specificato al secondo comma del punto 2.0, purché le norme di sicurezza relative alle specifiche attività non escludano la vicinanza e/o la contiguità di scuole.
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Separazioni.Le attività scolastiche ubicate negli edifici e nei locali di cui alla lettera b) del punto 2.1. devono essere separati dai locali a diversa destinazione, non pertinenti l'attività scolastica, mediante strutture di caratteristiche almeno REI 120 senza comunicazioni.
Fanno eccezione le scuole particolari che per relazione diretta con altre attività necessitano della comunicazione con altri locali (es. scuole infermieri, scuole convitto ecc.), per le quali è ammesso che la comunicazione avvenga mediante filtro a prova di fumo.
Tali attività devono, comunque, avere accessi ed uscite indipendenti.
È consentito che l'alloggio del custode, dotato di proprio accesso indipendente, possa comunicare con i locali pertinenti l'attività scolastica mediante porte di caratteristiche almeno REI 120.
2. COMPORTAMENTO AL FUOCO
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Resistenza al fuoco delle strutture.Gli elementi strutturali dovranno essere realizzate in modo da garantire una resistenza al fuoco di almeno R 60 (strutture portanti) e REI 60 (strutture separanti) per edifici con altezza antincendi fino a 24 m.; per edifici di altezza superiore deve essere garantita una resistenza al fuoco almeno di R 90 (strutture portanti) e REI 90 (strutture separanti).
Per le strutture di pertinenza delle aree a rischio specifico devono applicarsi le disposizioni emanate nelle relative normative.
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Reazione al fuoco dei materiali.a) negli atrii, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, è consentito l'impiego dei materiali di classe I in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale).
Per le restanti parti debbono essere impiegati materiali di classe 0;
b) in tutti gli altri ambienti è consentito che le pavimentazioni compresi i relativi rivestimenti siano di classe 2 e che gli altri materiali di rivestimento siano di classe 1; oppure di classe 2 se in presenza di impianti di spegnimento automatico asserviti ad impianti di rivelazione incendi.
c) i materiali di rivestimento combustibili, ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco debbono essere posti in opera in aderenza agli elementi costruttivi, di classe 0 escludendo spazi vuoti o intercapedini;
d) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, ecc.) devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore a 1.
3. SEZIONAMENTI
¨
CompartimentazioneGli edifici devono essere suddivisi in compartimenti anche costituiti da più piani, di superficie non eccedente quella indicata nella tabella A.
Gli elementi costruttivi di suddivisione tra i compartimenti devono soddisfare i requisiti di resistenza al fuoco sopra indicati.
TABELLA A
____________________________________________________________
Altezza antincendi Massima superficie
del compart. (m3)
____________________________________________________________
fino a 12 m 6.000
da 12 m a 24 m 6.000
da oltre 24 m a 32 m 4.000
da oltre 32 m a 54 m 2.000
____________________________________________________________
4. SCALE
Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani scala devono essere congrue con quanto previsto al punto 3.0.
La larghezza minima delle scale deve essere di m 1,20.
Le rampe devono essere rettilinee, non devono presentare restringimenti, devono avere non meno di tre gradini e non più di quindici; i gradini devono essere a pianta rettangolare, devono avere alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm, misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno.
Il vano scala, tranne quello a prova di fumo o a prova di fumo interno, deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 mq. Nel vano di aerazione è consentita l'installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici.
5. MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA
¨
Affollamento.Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in:
aule: 26 persone/aula. Qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse dal valore desunto dal calcolo effettuato sulla base della densità di affollamento, l'indicazione del numero di persone deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell'attività;
aree destinate a servizi: persone effettivamente presenti + 20%;
refettori e palestre: densità di affollamento pari a 0,4 persone/mq.
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Capacità di deflusso.La capacità di deflusso per gli edifici scolastici deve essere non superiore a 60 per ogni piano.
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Sistema di via di uscita.Ogni scuola, deve essere provvista di un sistema organizzato di vie di uscita dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile in funzione della capacità di deflusso ed essere dotata di almeno 2 uscite verso luogo sicuro.
Gli spazi frequentati dagli alunni o dal personale docente e non docente, qualora distribuiti su più piani, devono essere dotati, oltre che della scala che serve al normale afflusso, almeno di una scala di sicurezza esterna o di una scala a prova di fumo o a prova di fumo interna.
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Larghezza delle vie di uscita.La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli (m 1,20).
La misurazione della larghezza delle singole uscite va eseguita nel punto più stretto della luce.
Anche le porte dei locali frequentati dagli studenti devono avere, singolarmente, larghezza non inferiore a m 1,20.
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Lunghezza delle vie di uscita.La lunghezza delle vie di uscita deve essere non superiore a 60 metri e deve essere misurata dal luogo sicuro alla porta più vicina allo stesso di ogni locale frequentato dagli studenti o dal personale docente e non docente.
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Larghezza totale delle uscite di ogni piano.La larghezza totale delle uscite di ogni piano è determinata dal rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile e la capacità di deflusso.
Per le scuole che occupano più di tre piani fuori terra, la larghezza totale delle vie di uscita che immettono all'aperto, viene calcolata sommando il massimo affollamento ipotizzabile di due piani consecutivi, con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento.
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Numero delle uscite.Il numero delle uscite dai singoli piani dell'edificio non deve essere inferiore a due. Esse vanno poste in punti ragionevolmente contrapposti.
Per ogni tipo di scuola i locali destinati ad uso collettivo (spazi per esercitazioni, spazi per l'informazione ed attività parascolastiche, mense, dormitori) devono essere dotati, oltre che della normale porta di accesso, anche di almeno una uscita di larghezza non inferiore a due moduli, apribile nel senso del deflusso, con sistema a semplice spinta, che adduca in luogo sicuro.
Le aule didattiche devono essere servite da una porta ogni 50 persone presenti; le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 ed aprirsi nel senso dell'esodo quando il numero massimo di persone presenti nell'aula sia superiore a 25 e per le aule per esercitazione dove si depositano e/o manipolano sostanze infiammabili o esplosive quando il numero di persone presenti sia superiore a 5.
Le porte che si aprono verso corridoi interni di deflusso devono essere realizzate in modo da non ridurre in larghezza utile dei corridoi stessi.
6. SPAZI A RISCHIO SPECIFICO
¨
Classificazione.Gli spazi a rischio specifico sono così classificati:
spazi per esercitazioni;
spazi per depositi;
servizi tecnologici;
spazi per l'informazione e le attività parascolastiche;
autorimesse;
spazi per servizi logistici (mense, dormitori).
¨
Spazi per esercitazioni.Vengono definiti spazi per esercitazioni tutti quei locali ove si svolgano prove, esercitazioni, sperimentazioni, lavori, ecc. connessi con l'attività scolastica.
Gli spazi per le esercitazioni ed i locali per depositi annessi devono essere ubicati ai piani fuori terra o al 1° interrato, fatta eccezione per i locali ove vengono utilizzati gas combustibili con densità superiore a 0,8 che devono essere ubicati ai piani fuori terra senza comunicazioni con i piani interrati.
Indipendentemente dal tipo di materiale impiegato nella realizzazione, le strutture di separazione devono avere caratteristiche di resistenza al fuoco valutate secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite nella circolare del Ministero dell'interno n. 91 del 14 dicembre 1961.
Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i vari tipi di materiali nonché la classificazione dei locali in funzione del carico d'incendio, vanno determinati con le tabelle e con le modalità specificate nella circolare n. 91 citata.
Le predette strutture dovranno comunque essere realizzate in modo da garantire una resistenza al fuoco di almeno REI 60.
Le comunicazioni tra il locale per esercitazioni ed il locale deposito annesso, devono essere munite di porte dotate di chiusura automatica aventi resistenza al fuoco almeno REI 60.
Nei locali dove vengono utilizzate e depositate sostanze radioattive e/o macchine radiogene è fatto divieto di usare o depositare materiali infiammabili.
Detti locali debbono essere realizzati in modo da consentire la più agevole decontaminazione ed essere predisposti per la raccolta ed il successivo allontanamento delle acque di lavaggio o di estinzione di principi di incendio.
Gli spazi per le esercitazioni dove vengono manipolate sostanze esplosive e/o infiammabili devono essere provvisti di aperture di aerazione, permanente, ricavate su pareti attestate all'esterno di superficie pari ad 1/20 della superficie in pianta del locale.
Qualora vengano manipolati gas aventi densità superiore a 0,8 delle predette aperture di aerazione, almeno 1/3 della superficie complessiva deve essere costituito da aperture, protette con grigliatura metallica, situate nella parte inferiore della parete attestata all'esterno e poste a filo pavimento.
Le apparecchiature di laboratorio alimentate a combustibile gassoso devono avere ciascun bruciatore dotato di dispositivo automatico di sicurezza totale che intercetti il flusso del gas in mancanza di fiamma.
¨
Spazi per depositi.Vengono definiti "spazi per deposito o magazzino" tutti quegli ambienti destinati alla conservazione di materiali per uso didattico e per i servizi amministrativi.
I depositi di materiali solidi combustibili possono essere ubicati ai piani fuori terra o ai piani 1° e 2° interrati.
Le predette strutture dovranno comunque essere realizzate in modo da garantire una resistenza al fuoco di almeno REI 60.
L'accesso al deposito deve avvenire tramite porte almeno REI 60 dotate di congedo di autochiusura.
La superficie massima lorda di ogni singolo locale non può essere superiore a:
1000 mq per i piani fuori terra;
500 mq per i piani 1° e 2° interrato.
I suddetti locali devono avere apertura di aerazione di superficie non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta, protette da robuste griglie a maglia fitta.
Il carico di incendio di ogni singolo locale non deve superare i 30 kg/mq, qualora venga superato il suddetto valore, nel locale dovrà essere installato un impianto di spegnimento a funzionamento automatico.
Ad uso di ogni locale dovrà essere previsto almeno un estintore, di tipo approvato, di capacità estinguente non inferiore a 21 A, ogni 200 mq di superficie.
I depositi di materiali infiammabili liquidi e gassosi devono essere ubicati al di fuori del volume del fabbricato: lo stoccaggio, la distribuzione e l'utilizzazione di tali materiali devono essere eseguiti in conformità delle norme e dei criteri tecnici di prevenzione incendi. Ogni deposito dovrà essere dotato di almeno un estintore di tipo approvato, di capacità estinguente non inferiore a 21 A, 89 B, C ogni 150 mq di superficie.
Per esigenze didattiche ed igienico-sanitarie è consentito detenere complessivamente, all'interno del volume dell'edificio, in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, 20 l di liquidi infiammabili.
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Servizi tecnologici.¨
Impianti di produzione di calore.Per gli impianti di produzione di calore valgono le disposizioni di prevenzione incendi in vigore.
È fatto divieto di utilizzare stufe funzionanti a combustibile liquido o gassoso, per il riscaldamento di ambienti.
7. IMPIANTI ELETTRICI
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Generalità.Ogni scuola deve essere munita di interruttore generale, posto in posizione segnalata, che permetta di togliere tensione all'impianto elettrico dell'attività; tale interruttore deve essere munito di comando di sgancio a distanza, posto nelle vicinanze dell'ingresso o in posizione presidiata.
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Impianto elettrico di sicurezza.Le scuole devono essere dotate di un impianto di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria.
L'impianto elettrico di sicurezza deve alimentare le seguenti utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle persone:
a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux;
b) impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme.
Nessun'altra apparecchiatura può essere collegata all'impianto elettrico di sicurezza.
L'alimentazione dell'impianto di sicurezza deve potersi inserire anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal personale.
L'autonomia della sorgente di sicurezza non deve essere inferiore ai 30'.
Sono ammesse singole lampade o gruppi di lampade con alimentazione autonoma.
Il dispositivo di carica degli accumulatori, qualora impiegati, deve essere di tipo automatico e tale da consentire la ricarica completa entro 12 ore.
8. SISTEMI DI ALLARME
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Generalità.Le scuole devono essere munite di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo.
Il sistema di allarme deve avere caratteristiche atte a segnalare il pericolo a tutti gli occupanti il complesso scolastico ed il suo comando deve essere posto in locale costantemente presidiato durante il funzionamento della scuola.
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Tipo di impianto.Il sistema di allarme può essere costituito, per le scuole di tipo 0-1-2, dallo stesso impianto a campanelli usato normalmente per la scuola, purché venga convenuto un particolare suono;
Per le scuole degli altri tipi deve essere invece previsto anche un impianto di altoparlanti.
9. MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI.
Ogni tipo di scuola deve essere dotato di idonei mezzi antincendio come di seguito precisato.
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Rete idranti.Le scuole di tipo 1-2-3-4-5, devono essere dotate di una rete idranti costituita da una rete di tubazioni realizzata preferibilmente ad anello ed almeno una colonna montante in ciascun vano scala dell'edificio; da essa deve essere derivato ad ogni piano, sia fuori terra che interrato, almeno un idrante con attacco UNI 45 a disposizione per eventuale collegamento di tubazione flessibile o attacco per naspo.
La tubazione flessibile deve essere costituita da un tratto di tubo, di tipo approvato, con caratteristiche di lunghezza tali da consentire di raggiungere col getto ogni punto dell'area protetta.
Il naspo deve essere corredato di tubazione semirigida con diametro minimo di 25 mm e anch'esso di lunghezza idonea a consentire di raggiungere col getto ogni punto dell'area protetta.
Tale idrante deve essere installato nel locale filtro, qualora la scala sia a prova di fumo interna.
Al piede di ogni colonna montante, per edifici con oltre 3 piani fuori terra, deve essere installato un idoneo attacco di mandata per autopompa.
Per gli altri edifici è sufficiente un solo attacco per autopompa per tutto l'impianto.
L'impianto deve essere dimensionato per garantire una portata minima di 360 l/min. per ogni colonna montante e, nel caso di più colonne, il funzionamento contemporaneo di almeno 2 colonne.
L'alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare l'erogazione ai 3 idranti idraulicamente più sfavoriti, di 120 l/min. cad., con una pressione residua al bocchello di 1,5 bar per un tempo di almeno 60 min.
Qualora l'acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto precedente dovrà essere installata una idonea riserva idrica alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti.
Tale riserva deve essere costantemente garantita.
Le elettropompe di alimentazione della rete antincendio devono essere alimentate elettricamente da una propria linea preferenziale.
Nelle scuole di tipo 4 e 5, i gruppi di pompaggio della rete antincendio devono essere costituiti da due pompe, una di riserva all'altra, alimentate da fonti di energia indipendenti (ad esempio elettropompa e motopompa o due elettropompe).
L'avviamento dei gruppi di pompaggio deve essere automatico.
Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete devono essere protette dal gelo, da urti e dal fuoco.
Le colonne montanti possono correre, a giorno o incassate, nei vani scale oppure in appositi alloggiamenti resistenti al fuoco REI 60.
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Estintori.Devono essere installati estintori portatili di capacità estinguente non inferiore 13 A, 89 B, C di tipo approvato dal Ministero dell'interno in ragione di almeno un estintore per ogni 200 mq di pavimento o frazione di detta superficie, con un minimo di due estintori per piano.
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Impianti fissi di rivelazione e/o di estinzione degli incendi.Limitatamente agli ambienti o locali il cui carico d'incendio superi i 30 kg/mq, deve essere installato un impianto di rivelazione automatica d'incendio, se fuori terra, o un impianto di estinzione ad attivazione automatica, se interrato.
10. SEGNALETICA DI SICUREZZA
Si applicano le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524 (Gazzetta Ufficiale n. 218 del 10 agosto 1982).
11. NORME DI ESERCIZIO
A cura del titolare dell'attività dovrà essere predisposto un registro dei controlli periodici ove sono annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi all'efficienza degli impianti elettrici, dell'illuminazione di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio specifico e dell'osservanza della limitazione dei carichi d'incendio nei vari ambienti dell'attività.
Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte dell'autorità competente.
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Deve essere predisposto un piano di emergenza e devono essere fatte prove di evacuazione, almeno due volte nel corso dell'anno scolastico.¨
Le vie di uscita devono essere tenute costantemente sgombre da qualsiasi materiale.¨
È fatto obbligo di compromettere la agevole apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, durante i periodi di attività della scuola, verificandone l'efficienza prima dell'inizio delle lezioni.¨
Le attrezzature e gli impianti di sicurezza devono essere controllati periodicamente in modo da assicurare la costante efficienza.¨
Nei locali ove vengono depositate o utilizzate sostanze infiammabili o facilmente combustibili è fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme libere.¨
I travasi di liquidi infiammabili non possono essere effettuati se non in locali appositi con recipienti e/o apparecchiature di tipo autorizzato.¨
Nei locali della scuola, non appositamente all'uopo destinati, non possono essere depositati e/o utilizzati recipienti contenenti gas compressi e/o liquefatti. I liquidi infiammabili o facilmente combustibili e/o le sostanze che possono comunque emettere vapori o gas infiammabili, possono essere tenuti in quantità strettamente necessarie per esigenze igienico-sanitarie e per l'attività didattica e di ricerca in corso come previsto al punto 6.2.¨
Al termine dell'attività didattica o di ricerca, l'alimentazione centralizzata di apparecchiature o utensili con combustibili liquidi o gassosi deve essere interrotta azionando le saracinesche di intercettazione del combustibile, la cui ubicazione deve essere indicata mediante cartelli segnaletici facilmente visibili.Negli archivi e depositi, i materiali devono essere depositati in modo da consentire una facile ispezionabilità, azionando corridoi e passaggi di larghezza non inferiore a 0,90 m.
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Eventuali scaffalature dovranno risultare a distanza non inferiore a m 0,60 dall'intradosso del solaio di copertura.¨
Il titolare dell'attività deve provvedere affinché nel corso della gestione non vengano alterate le condizioni di sicurezza. Egli può avvalersi per tale compito di un responsabile della sicurezza, in relazione alla complessità e capienza della struttura scolastica.